Calcolo imposta di successione
Coniuge e parenti in linea retta pagano il 4% solo sulla parte che supera 1 milione di euro a testa, fratelli e sorelle il 6% oltre 100.000 euro, gli altri il 6% o l'8% su tutto. La dichiarazione non va presentata se eredi sono solo il coniuge e i parenti in linea retta, l'eredità non supera 100.000 euro e non ci sono immobili.
Devo presentare la dichiarazione di successione?
Tre domande. Se le condizioni dell'esonero ci sono tutte e tre, la dichiarazione non va presentata (art. 28, comma 7, D.Lgs. 346/1990).
Quanto si paga
Una riga per ogni erede o legatario, con il valore netto di quello che riceve: la sua parte dei beni meno la sua parte di debiti e spese deducibili. Poi gli immobili, per le imposte ipotecaria e catastale.
Il risultato è indicativo e non sostituisce il calcolo di un professionista. Il calcolo avviene nel tuo browser: importi e date non vengono inviati a nessuno.
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Come funziona il calcolo
L'imposta di successione si calcola per ogni erede sul valore netto di quello che riceve. Si toglie la franchigia del suo grado di parentela e sul resto si applica l'aliquota: 4% per coniuge e parenti in linea retta oltre 1.000.000 €, 6% per fratelli e sorelle oltre 100.000 €, 6% senza franchigia per gli altri parenti fino al quarto grado e per gli affini in linea retta e in linea collaterale fino al terzo grado, 8% senza franchigia per tutti gli altri. Se l'erede ha una disabilità grave riconosciuta, la franchigia sale a 1.500.000 €.
Con gli immobili si pagano anche l'imposta ipotecaria (2%) e quella catastale (1%) sul loro valore, con un minimo di 200 € ciascuna e l'arrotondamento all'euro. Per la casa con i requisiti prima casa in capo ad almeno un erede si pagano 200 € fissi di ipotecaria e 200 € di catastale.
Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta la calcola chi presenta la dichiarazione e va versata entro 90 giorni dal termine di presentazione. Dal 1° gennaio 2027 le stesse regole passano nel testo unico dei tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025), con aliquote, franchigie ed esonero invariati.
Imposta di ogni erede = (valore netto ricevuto − franchigia) × aliquota
Ipotecaria = 2% del valore degli immobili, minimo 200 € + 200 € per ogni immobile prima casa
Catastale = 1% del valore degli immobili, minimo 200 € + 200 € per ogni immobile prima casa
Cosa il calcolo non considera
- Le riduzioni e le detrazioni degli articoli 25 e 26 del D.Lgs. 346/1990, per esempio per i beni già passati in un'altra successione negli anni precedenti o per le imposte pagate all'estero.
- Le donazioni ricevute in vita dallo stesso erede. Per le successioni aperte dal 2025 il vecchio cumulo con l'eredità (art. 8, comma 4, D.Lgs. 346/1990) è abrogato, ma se ci sono state donazioni importanti conviene far verificare il caso a un professionista.
- I beni che la legge lascia fuori dall'attivo ereditario (art. 12 D.Lgs. 346/1990), come le indennità di fine rapporto che spettano agli eredi e alcuni crediti verso lo Stato.
- Le agevolazioni per casi particolari, come aziende agricole, terreni montani e beni culturali.
- Il calcolo del valore dei beni: per immobili, titoli e aziende segui le regole della dichiarazione, poi inserisci qui i totali.
- Imposta di bollo, tassa per i servizi ipotecari e catastali e tributi speciali.
Fonti ufficiali
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 7: aliquote e franchigie (Normattiva, testo in vigore nel 2026)
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 28: dichiarazione ed esonero (Normattiva, testo in vigore nel 2026)
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 347, art. 10: imposta catastale (Normattiva)
- D.Lgs. 1 agosto 2025, n. 123: testo unico dei tributi indiretti, in vigore dal 2027 (art. 93 e 113)
- Agenzia delle Entrate: come pagare le imposte della successione
- Agenzia delle Entrate: chi deve presentare la dichiarazione e chi è esonerato
- Agenzia delle Entrate: istruzioni alla dichiarazione di successione, quadro EF
Regole verificate sul testo vigente: 11 ottobre 2026.
È una stima a scopo informativo, non una consulenza fiscale o legale. Per la dichiarazione e i casi particolari rivolgiti a un notaio, a un commercialista o a un CAF.
Domande frequenti
Quando la dichiarazione di successione non va presentata?
Quando valgono insieme tre condizioni: l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta, l'attivo non supera 100.000 euro e non comprende immobili o diritti reali su immobili (art. 28, comma 7, D.Lgs. 346/1990). Se ne manca anche una sola la dichiarazione è dovuta, anche quando non c'è imposta da pagare.
Quanto si paga di successione fra genitori e figli?
Il 4% sulla parte che supera 1.000.000 di euro, per ogni figlio e per il coniuge. Un figlio che riceve 300.000 euro non paga imposta di successione. Se nell'eredità ci sono immobili restano dovute le imposte ipotecaria e catastale.
Quali sono le franchigie dell'imposta di successione?
1.000.000 di euro a testa per coniuge e parenti in linea retta, 100.000 euro per fratelli e sorelle, 1.500.000 euro per le persone con disabilità grave riconosciuta. Per gli altri parenti, gli affini e chi non è parente non c'è franchigia.
Quanto costano ipotecaria e catastale su una casa ereditata?
Il 2% e l'1% del valore dell'immobile, con un minimo di 200 euro ciascuna. Se almeno un erede ha i requisiti prima casa, per quella casa si pagano 200 euro fissi di ipotecaria e 200 euro di catastale.
Entro quando va presentata e pagata?
La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dall'apertura della successione, che di solito coincide con la data del decesso. Ipotecaria e catastale si versano prima di presentarla. Per le successioni aperte dal 2025 l'imposta di successione si autoliquida e va versata entro 90 giorni dal termine di presentazione; si può rateizzare, con un acconto del 20%, se la parte da dividere in rate è almeno 1.000 euro.
Cosa cambia dal 2027?
Dal 1° gennaio 2027 imposta di successione, ipotecaria e catastale passano nel testo unico dei tributi indiretti (D.Lgs. 123/2025, decorrenza fissata dal D.L. 200/2025). Aliquote, franchigie ed esonero dalla dichiarazione restano gli stessi: li trovi negli articoli 93 e 113 del testo unico.